084 Fosforescenza

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Di Rossano Baronciani Il 9 maggio 1978 il corpo senza vita di Aldo Moro fu ritrovato nel cofano di una Renault 4 in via Caetani, a metà strada tra le sedi dei due partiti più importanti del tempo: la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista Italiano. Lo stesso giorno le Brigate Rosse rivendicarono l’uccisione dell’uomo politico che avevano tenuto prigioniero per 55 giorni. Nell’agosto del medesimo anno Leonardo Sciascia termina di scrivere “L’Affaire Moro”, in cui cerca di fare luce su questa vicenda densa di misteri e contraddizioni. Non a caso la metafora che lo scrittore sceglie all’inizio del saggio…

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081 Poche regole elementari

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Durante l’estate si sono svolti dei lavori nella nostra aula. Lavori importanti di effettive emergenze reclamati dall’assemblea degli studenti l’anno scorso. Ne siamo profondamente grati. Ci sono porte, finestre e prese per la corrente nuove e a norma e condizioni migliori per lavora tutti e per lavorare meglio. Prima di incominciare l’anno scolastico con pochi volontari abbiamo aiutato il personale ausiliario a mettere in ordine l’aula. Ringraziamo per tanta attenzione e cura. Buon anno a tutti in particolar modo agli studenti che si sono appena iscritti scegliendo la nostra Accademia. presentazione-corso-2017_18

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080 Tra l’addentare il cioccolato e leccare la panna

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Tra l’addentare il cioccolato e leccare la panna di Sante Maurizi Anche attraverso la canzone alcuni autori tentarono di ridimensionare l’euforia degli anni del cosiddetto boom economico – tra il 1955 e il 1965. Ad esempio questa canzone scritta da un altro scrittore e poeta, Franco Fortini. Si chiama “Quella cosa in Lombardia”: Quella cosa in Lombardia, parole di Franco Fortini, musica di Fiorenzo Carpi  Sia ben chiaro che non penso alla casetta due locali più i servizi, tante rate, pochi vizi, che verrà quando verrà… penso invece a questo nostro pomeriggio di domenica, di famiglie cadenti come foglie… di…

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079 Chiusura d’esercizio

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Il Bausler Institut chiude i battenti. Una clinica per ciechi prenderà il suo posto, nel nostro caso praticabili e lavagne luminose ritornano in posizione. Tra lacrime e sospiri abbandoniamo le luci verdi per ritrovare quelle bianche, le fiamme si son spente, le educande son tornate nelle loro stanze. E’ stato intenso…grazie a tutti e a tutte! Hanno scritto di noi.   Il resto del Carlino Le terribili claustrofobie e angosce con “I beati anni del castigo” Pierfrancesco Giannangeli 7 maggio 2016 Inscenagiornale “Nessun cuore è al sicuro” di Elisabetta Marsigli 9 maggio 2016 “Nessun cuore è al sicuro”: all’interno del…

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078 Bausler Institut

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Una discesa agli inferi piuttosto che un edificio, o meglio un movimento elicoidale che scende, eppure non scende mai. Pensavo che educare significa “condurre fuori”, mentre al Bausler sembra proibito tale obiettivo, ogni cosa suggerisce di rimanere dentro. E questo spiegherebbe un po’ la ribellione, unica reale (più che vera) alternativa alla spinta naturale della giovinezza ad uscire, contrapposta all’edificio che imprigiona. Perché ogni correlativo oggettivo è un luogo circoscritto: il palazzo, il lago, finanche le passeggiate,chiuse sempre da un ritorno e periodiche come l’ora d’aria dei carcerati. Rossano Baronciani

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