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	<title>Il signor BruschinoIl signor Bruschino | Il signor Bruschino</title>
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	<description>Scuola di Scenografia al ROF</description>
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		<title>035. Venerdì 18 maggio</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 16:57:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quasi due settimane di stage della Scuola di Scenografia presso i laboratori del Rossini Opera Festival. Proseguono le costruzioni de Il Signor Bruschino. Riceviamo dal Teatro Sotterraneo e senza licenza pubblichiamo. Meraviglia Meno male che non siamo lì con voi, perchè osservandovi mentre edificate il mondo avremmo sicuramente chiesto/proposto/ipotizzato e preteso di sperimentare fisicamente tutto. Ma continuate a documentare: per noi vedere i lavori è come abitare già il dispositivo. Un abbraccio Daniele e tutto TS]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quasi due settimane di stage della Scuola di Scenografia presso i laboratori del Rossini Opera Festival.<br />
Proseguono le costruzioni de <em>Il Signor Bruschino</em>.<br />
Riceviamo dal Teatro Sotterraneo e senza licenza pubblichiamo.</p>
<p>Meraviglia<br />
Meno male che non siamo lì con voi, perchè osservandovi mentre edificate il mondo avremmo sicuramente chiesto/proposto/ipotizzato e preteso di sperimentare fisicamente tutto.<br />
Ma continuate a documentare: per noi vedere i lavori è come abitare già il dispositivo.<br />
Un abbraccio<br />
Daniele e tutto TS</p>
<p><a href="http://www.scuoladiscenografia.it/blog/?attachment_id=1187" rel="attachment wp-att-1187"><img class="alignleft size-full wp-image-1187" title="foto 16" src="http://www.scuoladiscenografia.it/blog/wp-content/uploads/2012/05/foto-16.jpg" alt="" width="650" height="3185" /></a></p>
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		<title>034 Stage 17 maggio 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 19:29:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scuoladiscenografia.it/blog/?attachment_id=1178" rel="attachment wp-att-1178"><img class="alignleft size-full wp-image-1178" title="foto 15" src="http://www.scuoladiscenografia.it/blog/wp-content/uploads/2012/05/foto-15.jpg" alt="" width="650" height="3911" /></a></p>
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		<title>033 In scala uno a uno</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 18:18:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Rinaldo Rinaldi]]></category>
		<category><![CDATA[Rossini Opera Festival]]></category>
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		<description><![CDATA[Nevicava, anzi nevicava forte quando eravamo pronti per consegnare il progetto . Una nevicata di pioppi disegna nel cielo di maggio traiettorie pittoresche e forse allergiche. Gli allievi della Scuola di Scenografia impegnati nell’ideazione, progettazione e realizzazione de Il signor Bruschino si sono trasferiti presso i laboratori del Rossini Opera Festival dove, assieme ai macchinisti del laboratorio, sono impegnati a costruire quello che, con pazienza, si è progettato. Sono state celebrate tutte le adempienze relative alla sicurezza sul lavoro, attraverso un incontro con il responsabile nominato dal festival. Oltre alle scarpe antinfortunistiche  scomode e pesanti come il cemento e ad altre protezioni necessarie dentro un laboratorio, è stata stilata una lista che autorizza e vieta l’utilizzo degli strumenti. Se il personale del festival sa bene come si costruisce una scena, la scuola di scenografia conosce in ogni sua piega il progetto che si va realizzando. E’ questo un momento di verifiche individuali in cui ogni allievo mette a registro le sue capacità nello stare dentro i ritmi del lavoro e del progetto che, misura per misura, si traduce e si trasferisce dal disegno alle sue dimensioni effettive. Si sono aperti due fronti di lavoro. Il primo costruisce telai e strutture [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nevicava, anzi nevicava forte quando eravamo pronti per consegnare il progetto .<br />
Una nevicata di pioppi disegna nel cielo di maggio traiettorie pittoresche e forse allergiche.</p>
<p>Gli allievi della Scuola di Scenografia impegnati nell’ideazione, progettazione e realizzazione de <em>Il signor Bruschino</em> si sono trasferiti presso i laboratori del Rossini Opera Festival dove, assieme ai macchinisti del laboratorio, sono impegnati a costruire quello che, con pazienza, si è progettato.</p>
<p>Sono state celebrate tutte le adempienze relative alla sicurezza sul lavoro, attraverso un incontro con il responsabile nominato dal festival. Oltre alle scarpe antinfortunistiche  scomode e pesanti come il cemento e ad altre protezioni necessarie dentro un laboratorio, è stata stilata una lista che autorizza e vieta l’utilizzo degli strumenti.</p>
<p>Se il personale del festival sa bene come si costruisce una scena, la scuola di scenografia conosce in ogni sua piega il progetto che si va realizzando. E’ questo un momento di verifiche individuali in cui ogni allievo mette a registro le sue capacità nello stare dentro i ritmi del lavoro e del progetto che, misura per misura, si traduce e si trasferisce dal disegno alle sue dimensioni effettive.</p>
<p>Si sono aperti due fronti di lavoro.</p>
<p>Il primo costruisce telai e strutture della scenografia, il secondo assieme a Rinaldo Rinaldi, grande chef del colore nella luce e nell’ombra oltre che pittore sopraffino, ha fatto osservare con meticolosa attenzione  le materie che costituiscono la pelle della scenografia.</p>
<p>Con stupore e con semplicità, cercando tra i materiali a disposizione nel laboratorio, si sono campionati superfici di mattoni, pavimenti di ardesia scoprendo con attenzione e meraviglia come piccoli accorgimenti possano alterare la percezione della materia: plastiche da imballaggio si trasformano in cotto, cartoncino vegetale che aspira, bagnandosi, ad assomigliare all’ardesia. Micro alchimie pratiche stimolate dall’immaginazione, un piccolo e grande lavoro che attraversa le superfici e le rilancia in gesti apparentemente semplici che celano una precisa maestria.</p>
<p>Tutti gli allarmi e le paure inscritte in questa operazione complessa, che mescola le competenze di una scuola a quelle specifiche del teatro, sembrano sparire nella pratica del lavoro in cui agiscono tramite una miscela proporzionata ed equilibrata di diversi ingredienti: esperienze acquisite, entusiasmo, stupore e umile divertita abnegazione.</p>
<p><a href="http://www.scuoladiscenografia.it/blog/?attachment_id=1160" rel="attachment wp-att-1160"><img class="alignleft size-full wp-image-1160" title="foto 14" src="http://www.scuoladiscenografia.it/blog/wp-content/uploads/2012/05/foto-14.jpg" alt="" width="650" height="3368" /></a></p>
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		<title>032 Stage</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 23:01:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scuoladiscenografia.it/blog/?attachment_id=1134" rel="attachment wp-att-1134"><img class="size-large wp-image-1134 aligncenter" title="stage" src="http://www.scuoladiscenografia.it/blog/wp-content/uploads/2012/05/stage-470x337.jpg" alt="" width="470" height="337" /></a><a href="http://www.scuoladiscenografia.it/blog/?attachment_id=1156" rel="attachment wp-att-1156"><img class="alignleft size-full wp-image-1156" title="foto 13" src="http://www.scuoladiscenografia.it/blog/wp-content/uploads/2012/05/foto-13.jpg" alt="" width="650" height="3119" /></a><a href="http://www.scuoladiscenografia.it/blog/?attachment_id=1138" rel="attachment wp-att-1138"><img class="alignleft size-full wp-image-1138" title="foto 05" src="http://www.scuoladiscenografia.it/blog/wp-content/uploads/2012/05/foto-05.jpg" alt="" width="600" height="3800" /></a><a href="http://www.scuoladiscenografia.it/blog/?attachment_id=1150" rel="attachment wp-att-1150"><img class="alignleft size-full wp-image-1150" title="foto 09" src="http://www.scuoladiscenografia.it/blog/wp-content/uploads/2012/05/foto-09.jpg" alt="" width="650" height="3199" /></a></p>
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		<title>031 Bruschini e Bruschine</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 15:13:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erica</dc:creator>
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		<category><![CDATA[INFO TRASPORTO]]></category>
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		<description><![CDATA[Bruschini e Bruschine, Vi aggiorno e confermo un pò di date e di cose. lunedi 07 maggio ore 9.00 presso il Laboratorio del Rossini Opera Festival Via Mario Ricci, 18  Pesaroci troviamo tutti per cominciare. Ci verrà fatta una lezione informativa sulla sicurezza sul luogo di lavoro dal responsabile del Festival ( Il responsabile SPP :  Geom. Massimo Faggiotto e il Delegato del datore di lavoro per la sicurezza: Mauro Brecciaroli ) e poi i gruppi PITTURA e COSTRUZIONI organizzaranno i lavori con il proprio referente. Il calendario è antipaticamente instabile ma è così previsto: da lunedì 7 maggio a venerdi 11 maggio il gruppo PITTURA si recherà quotidianamente in laboratorio e farà riferimento al professor Rinaldi da lunedì 7 maggio in poi il gruppo COSTRUZIONI si recherà quotidianamente in laboratorio e farà riferimento al tecnico del Festival con il quale organizzerà il calendario per le settimane successive dal giorno 28 maggio il gruppo PITTURA riprende la presenza in laboratorio, farà riferimento al tecnico del Festival e organizzerà con lui il resto del lavoro per le settimane successive Presentarsi con un cambio di abiti e scarpe da lavoro ed è consigliabile il pranzo al sacco (il laboratorio non si trova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bruschini e Bruschine,</p>
<p>Vi aggiorno e confermo un pò di date e di cose.</p>
<p>lunedi 07 maggio ore 9.00<br />
presso il Laboratorio del Rossini Opera Festival Via Mario Ricci, 18  Pesaroci troviamo tutti per cominciare.</p>
<p>Ci verrà fatta una lezione informativa sulla sicurezza sul luogo di lavoro dal responsabile del Festival ( Il responsabile SPP :  Geom. Massimo Faggiotto e il Delegato del datore di lavoro per la sicurezza: Mauro Brecciaroli ) e poi i gruppi PITTURA e COSTRUZIONI organizzaranno i lavori con il proprio referente.</p>
<p>Il calendario è antipaticamente instabile ma è così previsto:</p>
<p>da lunedì 7 maggio a venerdi 11 maggio il gruppo <span style="text-decoration: underline;">PITTURA</span> si recherà quotidianamente in laboratorio e farà riferimento al professor Rinaldi</p>
<p>da lunedì 7 maggio in poi il gruppo <span style="text-decoration: underline;">COSTRUZIONI</span> si recherà quotidianamente in laboratorio e farà riferimento al tecnico del Festival con il quale organizzerà il calendario per le settimane successive</p>
<p>dal giorno 28 maggio il gruppo<span style="text-decoration: underline;"> PITTURA</span> riprende la presenza in laboratorio, farà riferimento al tecnico del Festival e organizzerà con lui il resto del lavoro per le settimane successive</p>
<p>Presentarsi con un cambio di abiti e scarpe da lavoro ed è consigliabile il pranzo al sacco (il laboratorio non si trova in centro ed è difficile spostarsi se non in macchina).</p>
<p>INFO TRASPORTO :</p>
<p>l&#8217;Adriabus offre abbonamenti settimanali (della durata di 7 gg dalla convalida) a 25,90 euro e mensili (della durata di 30 gg dalla convalida) a 68,60 euro. E&#8217; possibile ottenere il rimborso dell&#8217;abbonamento dell&#8217;autobus da parte dell&#8217;Accademia, in questo modo:</p>
<p>ognuno farà autonomamente l&#8217;abbonamento che gli occorre (settimanale + mensile o solo mensile &#8230; della tratta che serve, urbino\pesaro o fano\pesaro) anticipando la spesa di tasca propria, e non appena possibile si recherà autonomamente in Ufficio Amministrativo dell&#8217;Accademia con l&#8217;abbonamento stesso per ricevere il rimborso.</p>
<p>Per l&#8217;indirizzo del laboratorio passa solo la corsa lenta (da Urbino), fermata nei pressi della PICA.</p>
<p>In alternativa Melania vorrebbe organizzare una macchina e chi desidera fare su e giù in macchina e schivarsi l&#8217;autobus contatti lei per dividere le spese.</p>
<p>Dovrebbe essere tutto.</p>
<p>Datemi TUTTI conferma di aver ricevuto questa mail per favore, non mi assumo responsabilità per chi non si è informato\non lo sapeva\aveva pensato che&#8230; buon week-end</p>
]]></content:encoded>
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		<title>030 Il punto (Onomatopee, pernacchie e robe a la francaise)</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 14:48:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Voglio fare con voi un punto. Possiamo? Se fossi particolarmente caustica risponderei a chi me lo domandasse che se in possesso delle piene, o anche solo parziali, facoltà psico-fisiche senz’altro la creazione di un punto è un’operazione fattibile. Richiede uno sforzo spendibile e un complesso di competenze minime. Ok, allora prendi una matita (o lapis, ne esistono di decine di tipi con attributi svariati che influiscono sul risultato, come la morbidezza o la porosità, la grana, l’umidità. In sostanza un sottile bastoncino di grafite, minerale, accolto nell’ergonomico cilindro allungato di legno che ne costituisce l’involucro e l’aspetto esteriore) in mano, meglio se ha la punta, (se non ce l’ha devi procurarti un temperino e procedere alla complicata analisi di come la volumetria della matita può relazionarsi ed incastrarsi alla volumetria dell’oggetto tempera-matite. In questo intervengono fattori al limite del surrealismo come l’incompatibilità di dimensioni tra foro del tempera-matite e diametro della matita, in quanto tali oggetti possono avere fori di dimensioni incomprensibilmente piccoli o grandi, e la forma del dispositivo stesso, che si trova in commercio in un tale carnevale di forme e aspetti che risulta a volte irriconoscibile.  Capita che elementi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scuoladiscenografia.it/blog/?attachment_id=1096" rel="attachment wp-att-1096"><img class="alignleft size-full wp-image-1096" title="punto" src="http://www.scuoladiscenografia.it/blog/wp-content/uploads/2012/05/download1.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a></p>
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<p>Voglio fare con voi un punto. Possiamo?</p>
<p>Se fossi particolarmente caustica risponderei a chi me lo domandasse che se in possesso delle piene, o anche solo parziali, facoltà psico-fisiche senz’altro la creazione di un punto è un’operazione fattibile. Richiede uno sforzo spendibile e un complesso di competenze minime.</p>
<p>Ok, allora prendi una matita (o lapis, ne esistono di decine di tipi con attributi svariati che influiscono sul risultato, come la morbidezza o la porosità, la grana, l’umidità. In sostanza un sottile bastoncino di grafite, minerale, accolto nell’ergonomico cilindro allungato di legno che ne costituisce l’involucro e l’aspetto esteriore) in mano, meglio se ha la punta, (se non ce l’ha devi procurarti un temperino e procedere alla complicata analisi di come la volumetria della matita può relazionarsi ed incastrarsi alla volumetria dell’oggetto tempera-matite. In questo intervengono fattori al limite del surrealismo come l’incompatibilità di dimensioni tra foro del tempera-matite e diametro della matita, in quanto tali oggetti possono avere fori di dimensioni incomprensibilmente piccoli o grandi, e la forma del dispositivo stesso, che si trova in commercio in un tale carnevale di forme e aspetti che risulta a volte irriconoscibile.  Capita che elementi svitabili e\o scoperchiabili ne celino il foro, e perciò la funzione, e che vaschette raccogli-truccioli in dotazione siano mascherate da altro, compromettendo l’ergonomicità dell’oggetto in maniera talvolta irreparabile. Se si rivelasse necessario domanda a qualcuno di prestarti assistenza) bravo, hai trovato una matita, no, se non sei mancino mettila nella mano destra, bravo, poi procurati un foglio, si, un foglio di carta (anche del supporto “carta” esistono molte tipologie e caratteristiche come la grammatura, il peso, la ruvidità, la porosità ne determinano il differente impiego. Al raggiungimento del tuo obbiettivo concorre qualunque frammento di carta di dimensioni maneggevoli e di colore chiaro) e che sennò? pergamena? ecco, adesso posiziona la matita sul foglio, puoi impugnarla come vuoi, anche come un mestolo, si, e la devi mettere sul foglio, no, non intendevo dire che la devi mollare, continua a tenerla e posizionala diritta, non così, al contrario, la punta deve stare rivolta in giù, dalla parte del foglio, ok, ora avvicinala e .</p>
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<p>Il <em>punto</em> è un’astrazione matematica.</p>
<p>È un segno grafico convenzionale di <em>punte</em>ggiatura o inter<em>punzione</em>.</p>
<p>Il <em>punto</em> è un’unità di misura utilizzata per stilare graduatorie.</p>
<p>Il <em>punto</em> di sutura è un intervento di chirurgia che favorisce la cicatrizzazione. Il <em>punto</em> è una tecnica sartoriale da cui prendono il nome altre tecniche come il mezzo<em>punto</em> e il <em>punto </em>croce …</p>
<p>Quello che voglio arrivare a dire, a fare, lo scopo <em>punti</em>glioso di queste riflessioni (quali riflessioni?) il <em>punto</em> in questione (quale questione?) è il desiderio di fare il <em>punto</em> della situazione.</p>
<p>Questo è rassicurante, significa che c’è una situazione, e che è in corso. Serve solo fare un piccolo segno della serie <em>you are here.</em> We are here. Uno strumento di ordine mentale e di condivisione. Il contesto non sto a ribadirlo, sarebbe ridondante considerando  la pagina blog nella quale vi trovate. E in quest’ottica l’ordine mentale è qualcosa da dosare con allegra irriverenza: l’uso di eccessivo ordine mentale è scomodamente restrittivo, una sorta di artrosi creativa, e al contrario un perenne boicottaggio di ordine mentale è frastornantemente portatore di vacuità. Perciò, pollice in su per l’ordine e la condivisione dello stato delle cose. Non è nelle mie capacità affrontare in modo lineare la sintesi delle frenesie che ci hanno coinvolto dall’ultimo aggiornamento del blog e tantomeno la conseguente e più divertente frenesia della sintesi di ultimazione, perciò questa sarà una lettura (com’è stata una scrittura) assolutamente irregolare. E per giunta mi avvalgo della facoltà di usare una terminologia che potrebbe esulare dal contesto, che sconfina nel modo di dire, che mette in campo metafore, ricerca il sapore delle parole, che sforza la lingua italiana nella ricerca dell’efficacia e che, se mi va, usa onomatopee e pernacchie.</p>
<p>È il giorno 20 Aprile (ordine mentale) e la progressione della collaborazione e interazione di Teatro Sotterraneo,  Accademia di Belle Arti e Rossini Opera Festival è in piena fioritura primaverile. Alla consegna e illustrazione del progetto registico\scenico alla sovrintendenza del Festival avvenuta il 15 Marzo è seguito un approfondimento e ritorsione delle riflessioni, le riflessioni sono sguscianti come anguille, per avvalorare e supportare ciò che lo meritava e per centrare la linea registica con la precisione di un cecchino. Ok, lasciate stare la storia di centrare la linea, è fisicamente impossibile. Senza concedere alcuna interruzione pasquale alla nostra regia, è stato sparato lo Start per la “Staffetta Costumi”, di cui fin’ora si erano tracciate solo le misure del campo, e l’intera umanità coinvolta al progetto appartenente alla Scuola di Scenografia si è immersa nella considerazione sartoriale delle necessità del progetto. Non meno dell’ideazione di una scenografia anche la costruzione immaginifica dei costumi e degli abiti di scena pretende per una buona riuscita la concorrenzialità delle discipline più disparate. Concentriamoci sulla parola “concorrenzialità”: la cultura talk-show ci porta ad abbinare immediatamente a questa parola il concetto di antagonismo tra due qualcosa per ottenere qualcos’altro ma vorrei usarne invece il significato che riconosce due qualcosa che mirano si allo stesso obbiettivo, ma che impiegano il proprio valore al conseguimento del risultato in modo che può anche essere collaborativo. La delicata arte di mediare e ambasciare è intervenuta più volte nel nostro consapevole insistente tentativo di accostare forze di carica apparentemente opposta quali sono l’ottocento in cui è nata l’opera e la contemporaneità alla quale ci troviamo a riproporla. I due poli di una batteria inesauribilmente instabile quale è il teatro. Anche i costumi dunque incarneranno (ma un abito non dovrebbe essere l’incarnante piuttosto che l’incarnato?) questo funambolico equilibrio.</p>
<p>La preparazione ha richiesto innanzitutto un bello sguardo storico alla affascinante moda sette\ottocentesca, e un certo grado di francese avrebbe fatto comodo per orientarsi in un guardaroba di jabot, robe a la francaise, revère, frac… comunque al di là dell’incomprensione della rigidità del complesso di regole che istruivano al marasma (supplizio) della vestizione, soprattutto femminile, che spadroneggiava nel XIX° secolo è nata in noi giovani del nuovo millennio una silenziosa ammirazione di quel rigore.</p>
<p>Questa ricerca storica ci ha guidato all’individuazione di alcuni primissimi parametri da seguire, di alcuni giochi di senso che avrebbero appunto concorso alla soluzione. Essendo questa irrevocabilmente una scuola, un insieme di allievi, ha seguito un piano di lavoro che permettesse un’iniziale individualità nella proposizione di idee, e una successiva collettività di confutazione di quelle stesse idee.  A seguire la ricerca in pratica è stato il furioso scatenarsi di un round di “Bozzetti Senza Frontiere”: ritmico, ricco prodursi individuale della più ampia rosa possibile di visioni, di suggestioni, di suggerimenti destinati ad una spietata demolizione di gruppo. E idem di nuovo. E di nuovo, fino al primo raccogliersi di immagini da spedire alla regia. Non possiamo che ringraziare la tempestività del gruppo Teatro Sotterraneo che ci ha immediatamente rilanciato il piccione con le considerazioni fatte, permettendoci di rimetterci in moto. In una dinamica tanto affollata, sia di registi che di scenografi, la capacitò di condensare i tempi è tanto necessaria quanto fatalisticamente e imprevedibilmente complicata!</p>
<p>Il secondo round è attualmente in corso, senza esclusione di colpi sotto la cintura, se vogliamo insistere sartorialmente.</p>
<p>Al contempo il brulichio di pensieri intorno alla scena costruita (un’edilizia tutta mentale) non si è placato, ma è stato sollecitato dalla lenta inarrestabile digestione durante il tempo trascorso dalla consegna di Marzo: mettere un po’ di concetti ben maturi sul tavolo, condirli di una generosa dose di immaginazione e presentarli su un piatto di scenografia alla presenza di molti commensali, tutti ottimi intenditori di questa cucina, può fare questo effetto. La discussione e il confronto avvenuto hanno effetti laterali, (frontali e anche di tre quarti) e il più auspicabile, in effetti l’essenza del confronto, è certamente anche il più incurabile: il prurito. Ogni pensato diventa immancabilmente pruriginoso, necessita di una bella ripensata, una di quelle serie e gustose ripensate a piene mani, per testare alla nuova luce se funziona ancora, se funziona meglio di prima, se ha perso la funzionalità o se si è inspiegabilmente trasformato in un elefante rosa con un colpo di scena. I “E se…” non sono trascurabili, se li si ignora o li sminuisce diventano sempre più pesanti, sbrodolosi, irritanti e cominciano a emanare un sottile velo di malinconia, come tutte le cose ed i pensieri di cui ci incuriosirebbe l’approfondimento ma ce lo neghiamo per la fretta o per la preoccupazione che si rivelino sciocchi. E poi non volevamo francamente negarci il piacere di questa fase del lavoro, una fase naturale, una età biologica di qualsiasi corpo-progetto, un proseguimento sano e soprattutto necessario alla verifica del buon risultato.</p>
<p>Dunque ne è conseguita una attenta ri-analisi delle guide registiche, che ci ha coinvolto in una utile sessione di “Vi ricordate quel pezzo di scenografia? Ecco, vorremo considerare l’ipotesi che sia fatto in quest’altro modo, per capire se è più efficace …”. Didatticamente è una manna; nulla più dell’approfondimento dei contenuti, della puntigliosità nel cercare la precisa frazione di realtà, la specifica tessera di puzzle che si incastra ancor più perfettamente nella creazione bio-filo-meccano-logica di uno spazio ospite per un’opera è un buon esercizio. Presente Frankenstein? Ecco, ci occorre la scintilla, quel iniezione di <em>qualcosa</em>, trovare l’indefinito elemento (atmosfera, dettaglio, colore, oggetto, parola, immagine, tessuto, posizione, volume, dialogo o interazione tra tutte queste cose) che fa funzionare il tutto come nient’altro può fare, che improvvisamente si interseca esattevolmente nel meccanismo apparentemente terminato ma inerte e lo rende reattivo, agente.</p>
<p>Scontrandoci con l’incedere malizioso dell’avvicinarsi del momento di considerare <em>davvero </em>la scena dello spettacolo inoppugnabile, conclusa, Les jeux sont fait signori e signore, abbiamo cercato di testare la praticabilità dei nuovi input della regia. Ognuno apre a nuovi paesaggi, ognuno porta con se una corrente travolgente di risvolti e impatti e possiede un proprio riverbero; dovevamo destreggiarci nella comprensione di come mantenere il focus. Nell’equazione intervengono i terrenissimi fattori del tempo e del denaro, non dimentichiamolo.</p>
<p>Nello specifico, alla richiesta di ipotizzare un nuovo pavimento che si sposasse e accogliesse meglio i movimenti scenici previsti e immaginati si è risposto con l’invio di 7 pavimenti, prove ideate secondo indicazioni-guida, e all’interrogativo di modificare la forma originale del pezzo principale dell’architettura presente in scena si è ribattuto con la ri-definizione a matita sotto gli occhi della regia stessa. Perché tutto occorre essere visto, ogni ipotesi e ogni possibilità merita di essere visionata nell’insieme, e solo quando ci appare davvero davanti agli occhi ci si può dialogare, ci si possono muovere dentro i propri processi mentali come fossero burattini, si può chiederle di essere ciò che la si vuole, si può capire come si relaziona con tutti gli altri elementi scenici e registici, e con tutti gli altri interrogativi che abbiamo in testa, come si comporta piegata alle nostre necessità di costruzione e alla fine, a volte, come è stranamente e antipaticamente scomoda in base a tutto ciò. Se risulta essere un incastro forzato invece che una armonica soluzione la si destituisce istantaneamente, pacificamente. I pavimenti sono, chi più chi meno, meravigliosi ma …</p>
<p>Eccolo. Il MA. Capito, no?</p>
<p>Naturalmente, ora che ci troviamo al momento di cui sopra, quello dei giochi fatti (non vorrei che fosse fraintesa questa ripetizione della parola <em>giochi</em>, sapete quel detto “Un po’ per gioco, tutto sul serio”?) è fondamentale la definizione in ultimo dei particolari, delle misure specifiche di ogni singolo pezzo-elemento-incastro, della comprensione dell’intera e individuale metodologia di costruzione, del, ahimè, conteggio economico, della tempistica e di una serie di sottovalutati ma non sottovalutabili ingarbugli burocratici con i quali ci occorre imparare ad avere a che fare. Dell’elenco di collaborazioni che intervengono e sono necessarie alla costruzione fisica di un progetto teatrale potrei fare il sequel di <em>Alice nel paese delle meraviglie</em>, o de <em>Il giro del mondo in ottanta giorni</em>. Magari poi.</p>
<p>Ne avremo esperienza diretta al momento, sempre più vicino, di entrare noi stessi, in prima persona, noi noi proprio fisicamente io, lui, lei… in laboratorio. Avverrà il giorno 7 Maggio e per quel giorno, signori, la progettazione dovrà essere definita definitivamente.</p>
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		<title>029 Tavoli</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 21:31:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alberto Zedda]]></category>
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		<description><![CDATA[Che rapporto ha l&#8217;arte con il sapere, che senso ha parlare delle possibilità di comprendere un capolavoro? Non sapremo mai che significato potesse avere per il suo creatore, perché anche ammettendo che ce ne abbia parlato può essere che in realtà fosse ignoto persino a lui. L&#8217;opera d&#8217;arte significa dunque ciò che significa per noi, non c&#8217;è altro criterio. Ernst Hans Gombrich Giovedi 15 alle 15 abbiamo consegnato il progetto de Il signor Bruschino al Rossini Opera Festival. Le presentazioni sono state fatte con calibrata polifonia da il Teatro Sotterraneo. Schierata al completo, come si confà per le grandi occasioni, era presente tutta la formazione della scuola di Scenografia, coadiuvata dal team del Biennio Specialistico in Visual &#38; Motion Design che osserva, registra e documenta tutte le fasi di questo lavoro. L’ufficio tecnico era gremito: oltre il Sovrintendente Gianfranco Mariotti erano presenti al completo quasi tutti i collaboratori del festival. In video conferenza dalla Coruña il direttore Artistico Alberto Zedda. Fuori dell’ufficio tecnico una bella giornata di primavera. Il progetto è stato discusso punto per punto, elemento per elemento: occhi e webcam puntate per circa due ore sul modellino che faceva bella mostra di sé. È una cosa singolare e complessa spiegare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em>Che rapporto ha l&#8217;arte con il sapere, che senso ha parlare delle possibilità di comprendere un capolavoro? </em><em>Non sapremo mai che significato potesse avere per il suo creatore, perché anche ammettendo che ce ne abbia parlato può essere che in realtà fosse ignoto persino a lui. L&#8217;opera d&#8217;arte significa dunque ciò che significa per noi, non c&#8217;è altro criterio.</em></p>
<p style="text-align: left;">Ernst Hans Gombrich</p>
<p>Giovedi 15 alle 15 abbiamo consegnato il progetto de <em>Il signor Bruschino</em> al Rossini Opera Festival.</p>
<p>Le presentazioni sono state fatte con calibrata polifonia da il Teatro Sotterraneo.<br />
Schierata al completo, come si confà per le grandi occasioni, era presente tutta la formazione della scuola di Scenografia, coadiuvata dal team del Biennio Specialistico in Visual &amp; Motion Design che osserva, registra e documenta tutte le fasi di questo lavoro.</p>
<p>L’ufficio tecnico era gremito: oltre il Sovrintendente Gianfranco Mariotti erano presenti al completo quasi tutti i collaboratori del festival.<br />
In video conferenza dalla Coruña il direttore Artistico Alberto Zedda.<br />
Fuori dell’ufficio tecnico una bella giornata di primavera.</p>
<p>Il progetto è stato discusso punto per punto, elemento per elemento: occhi e webcam puntate per circa due ore sul modellino che faceva bella mostra di sé.<br />
È una cosa singolare e complessa spiegare il progetto di uno spettacolo, nonostante la mia esperienza non saprei suggerire una strategia per sfuggire al fuoco incrociato di dubbi, perplessità ed euforie che in percentuali imprevedibili convergono verso l’imbarazzo.<br />
Uno spettacolo non si progetta e forse non si dice.</p>
<p>Nonostante sia corredato da schemi, modelli, disegni preparatori e non, da piante quotate e misure, uno spettacolo ha sempre qualcosa che maleducatamente sfugge alla sua definizione.<br />
Niente di male di per sé tuttavia, essendo il melodramma una cosa meravigliosamente complessa e la complessità una pratica dispendiosa, non ci si può liberare dall’obbligo d’ indagare qualcosa che di per sé è inafferrabile.<br />
Non sempre il teatro ha dei caratteri così sinceri: si può ricalcare una fantasia di seconda mano e il borsellino della spesa dentro un usato sicuro e seriale. Ma siamo seduti tutti ad un tavolo importante: Rossini Opera Festival assieme al Teatro Sotterraneo + una Scuola di scenografia, un tavolo scaleno e se non proprio imprevedibile abbastanza imprevisto dalla consuetudine.</p>
<p>Sorvolando per un attimo sulla nostra Scuola, che ha appena confezionato il centrotavola di questa discussione, ho come la netta sensazione che siamo nel posto e nel momento giusto dove entità distanti e distinte si sono date un appuntamento reale e poco ortodosso.<br />
Appare fin troppo evidente che questi mondi riassunti dalla parola teatro non si incontravano più da molti anni ed oggi non possiedono nemmeno un vocabolario in comune. Le parole: tradizione, tecnica, oppure la parola sicurezza potrebbero significare due cose completamente differenti e ricondurre a pratiche e ad automatismi sconosciuti.</p>
<p><em>È lampante l&#8217;esigenza, da parte di ampi settori della società teatrale, di mutare pelle, di rigenerarsi <sup>1</sup></em> scrive Renato Palazzi in un articolo del 2009 e senza grandi giri di parole afferma che un cambiamento è già in atto nel teatro<em>, con una sostanziale rinuncia alla &#8220;macchina spettacolare&#8221; a favore di una rinnovata attenzione ai contenuti, con un superamento dell&#8217;idea di testo e di interpretazione di personaggi fittizi, e con un significativo abbandono dell&#8217;idea stessa di recitazione</em>.<sup>2</sup><br />
È chiaro che la collisione di questa generazione con l’intero pacchetto del melodramma (e viceversa) dovrebbe essere oggetto di delicate attenzioni, affinché esista ancora un rapporto fondante tra creatività e tradizione.<br />
Non si tratta della “tradizione” contro “l’innovazione” né si tratterà di cercare la giusta dose dei due componenti per confondere l’antico con il moderno: pratiche basse che sono servite all’accanimento terapeutico nei confronti di un repertorio.<br />
Suppongo che la domanda sottintesa, sia: quando, dove, come ed in quali mani accorte consegnare l’ecosistema del teatro in musica? Questo è il posto giusto per provare delle risposte.</p>
<p><sup>1) </sup><span style="color: #0000ff;"><a href="http://delteatro.it/articoli/2009-09/sorpresa-il-teatro-e-vivo.php"><span style="color: #0000ff;"><sup>http://delteatro.it/articoli/2009-09/sorpresa-il-teatro-e-vivo.php</sup></span></a></span></p>
<p><sup>2) </sup><span style="color: #0000ff;"><a href="http://delteatro.it/articoli/2009-12/uno-zoom-sulla-generazione-t.php"><span style="color: #0000ff;"><sup>http://delteatro.it/articoli/2009-12/uno-zoom-sulla-generazione-t.php</sup></span></a></span></p>
<p><a href="http://www.scuoladiscenografia.it/blog/?attachment_id=1068" rel="attachment wp-att-1068"><img class="alignleft size-full wp-image-1068" title="15 marzo 2012" src="http://www.scuoladiscenografia.it/blog/wp-content/uploads/2012/03/foto-unite.jpg" alt="" width="800" height="1705" /></a></p>
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		<title>028 Giovedì 15 ore 15,00</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 23:57:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;incontro di presentazione del progetto artistico del Signor Bruschino 2012 è confermato per giovedi 15 marzo alle ore 15.00 presso l&#8217;ufficio tecnico di Teatro Rossini a Pesaro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<pre><a href="http://www.scuoladiscenografia.it/blog/?attachment_id=1045" rel="attachment wp-att-1045"><img class="alignnone size-medium wp-image-1045" title="Senza titolo-1" src="http://www.scuoladiscenografia.it/blog/wp-content/uploads/2012/03/Senza-titolo-1-225x288.jpg" alt="" width="225" height="288" /></a></pre>
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<div>L&#8217;incontro di presentazione del progetto artistico del Signor Bruschino 2012 è confermato per giovedi 15 marzo alle ore 15.00 presso l&#8217;ufficio tecnico di Teatro Rossini a Pesaro.</div>
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		<title>027 Quelli che&#8230;Il signor Bruschino</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Mar 2012 18:39:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quelli che accorrono a dare una mano Scuola di Scenografia. Un grazie a Massimo Tosello, e alla complicità di  Oya Aydin, Andrea Caliendi, Antonio D’elisiis.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quelli che accorrono a dare una mano Scuola di Scenografia.<br />
Un grazie a Massimo Tosello, e alla complicità di  Oya Aydin, Andrea Caliendi, Antonio D’elisiis.</p>
<p><a href="http://www.scuoladiscenografia.it/blog/?attachment_id=1027" rel="attachment wp-att-1027"><img class="alignleft size-large wp-image-1027" title="tosello fotografa modello (6)" src="http://www.scuoladiscenografia.it/blog/wp-content/uploads/2012/03/tosello-fotografa-modello-6-470x315.jpg" alt="" width="470" height="315" /></a></p>
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		<title>026 Buon compleanno Rossini</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 06:53:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Buon compleanno Rossini]]></category>
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		<description><![CDATA[Dalla Scuola di scenografia con sincero affetto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla Scuola di scenografia con sincero affetto.</p>
<p><a href="http://www.scuoladiscenografia.it/blog/?attachment_id=1005" rel="attachment wp-att-1005"><img class="alignleft size-large wp-image-1005" title="tanti auguri" src="http://www.scuoladiscenografia.it/blog/wp-content/uploads/2012/02/tanti-auguri-470x352.jpg" alt="" width="470" height="352" /></a></p>
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