076 Serio Ludere

By 21 Dicembre 2015News

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Post a cura di Daniela Ciaparrone
e Giulia Astolfi, Fabiola Fidanza, Federica Foglia

Mercoledì 25.11.2015
Incontro con Davide Riboli e Daniele Paci Fumelli #3
Serio Ludere

L’ascolto dell’opera resta sempre la miglior fonte d’ispirazione.”

Generosi input ci colpiscono da giorni. Unico scopo è quello di permetterci l’assunzione di un posto privilegiato all’interno de Il flauto magico. Per ottenerlo bisogna scavare ancora a fondo ed è proprio per questo che il prof. Davide Riboli con apparente gioia, ha speso le sue ore pomeridiane in nostra compagnia, aiutandoci a comprendere i lati più oscuri dell’ultima opera mozartiana.

Immagini ed estratti letterari, commenti e visioni personali ci sono state suggerite in questo mercoledì pieno di “chiacchiere”. L’atmosfera avvertita è quella di un grande tè condiviso e affollato, un momento intimo e confidenziale in cui un uomo (il professore) condivide con noi il suo sapere. Una sorta di benefico e sapiente bombardamento vede come vittime le nostre teste che, per fortuna o per sfortuna, ne escono illese (o forse no?). In realtà qualcuno aveva l’aria frastornata sulla soglia dell’aula teatro. Riboli ci fornisce ironici spunti e corrette visioni, comprese le tanto segrete e sconosciute informazioni sul mondo della massoneria, strettamente legato al Flauto magico, visto che Mozart ne è stato acclarato esponente. Il Flauto è un’opera massonica (e non si attivino pensieri oscuri per questa definizione) e proprio per questo è corretto e doveroso contestualizzarla e scoprirla fino all’osso. Mozart, ci confida Davide, ha visto la salvezza nella massoneria. Una vera e propria cura per il genio musicale che non aveva mai trovato tanto conforto prima dell’incontro con la loggia: “Un mondo in cui confrontarsi con persone che condividono il suo stesso ideale di umanità”. E’ questo quello che il compositore trovava nell’ordine ed è questo che l’ha spinto a prenderne parte. Mozart, ci racconta il professore, si divide in due geni: uno credente, compositore di note sacre e l’altro massone, compositore di opere come Il Flauto magico.

incontro Davide Riboli

Numerosi sono i simboli riportati all’interno dell’opera e per poterli riconoscere è stato necessario partire dall’origine, ossia dal chiarimento etimologico della parola “simbolo”. Davide si sofferma un istante, si scusa per quello che andrà a fare, prende una matita e la spezza in due parti. Quel gesto serve a spiegarci la nascita della parola in questione: spezzare un oggetto per ottenerne due che però hanno il valore di un unico oggetto. L’unico diventa dunque un duo che testimonia un patto. Spaziando tra tavole alchemiche, numeri e regole, scorrono rapidamente le ore.

Continuano, incessanti, le immagini.

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Ascoltare non capire, accogliere tutto senza filtrarlo.

Dove è l’Est? Questo è uno dei quesiti che Davide ci pone per farci comprendere il vero significato della domanda. “Il Flauto magico, ci dice ancora, succede dentro di voi” ed è proprio per questo che ci invita a ricercarne la struttura e le coordinate. In modo estremamente confidenziale. Ci piace sottolinearlo per rendere chiara la sua immagine di docente che ha condiviso anni di studi con noi giovani, sempre pronti a riceverli.

L’incontro si conclude con estrema freschezza, come se non fosse passato nemmeno un istante dal suo inizio… e ricordiamo : “ Nulla riuscirà fintantoché vorrà riuscire”.

 

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